Viaggio in India Meridionale

Viaggio in India

Non si è ancora fatto chiaro, quando saldo il conto dell’Hotel Peacock di Madras. Scendo in strada e non posso fare a meno di autocongratularmi. Eh sì, sono solo, chi  potrebbe farmi i complimenti? Solo qualche carro e poche biciclette, un niente al confronto della marea che, tra un’ora o poco più, ingoierà la città. Ho guidato al Cairo, a Istanbul, a Parigi e Napoli, ma non avrei mai immaginato che il Caos esistesse realmente: camion, corriere, furgoni, taxi normali e taxi-risciò, auto, motociclette e motorini, carri trainati da buoi o spinti da uomini, pedoni, biciclette si affrontano ogni giorno sulle strade delle città indiane, dove, più tranquille del Calindri del Cynar, si muovono placide e indisturbate le vacche bramine. Il momento è ottimo per lasciare la città, cercando di ricordare ad ogni curva, ad ogni incrocio, ad ogni sorpasso che qui, proprio come nella old England, la guida è a sinistra, il cambio a destra, la prima in alto. Mamma, perchè non ti do mai ascolto!

Mahaballipuram, distante poco più di 60 km da Madras, è la prima tappa: pochi chilometri ed un posto estremamente suggestivo. Stretto tra il mare ed un alto costone roccioso, il piccolo villaggio di pescatori della costa del Coromandel fu il porto principale dell’impero Pallava, tra il VI e l’ VIII secolo d.C. Di quello straordinario periodo rimangono affascinanti tracce. Famosissimo il “tempio della spiaggia”, che sorge solitario di fronte alle acque del Golfo del Bengala, unico superstite di sette templi erosi dal tempo, dal vento e dalla salsedine. Mahaballipuram ha un solo difetto: quello di essere un luogo bellissimo e, come tale, frequentato da altri, forse tanti, turisti. Diciamo la verità: siamo quantomeno bizzarri. Vorremmo viaggiare tra le bellezze del mondo, e ci sentiamo indispettiti nel dover dividere luoghi e sensazioni con altri; abbiamo tanti soldi in tasca quanti un contadino indiano ne potrà guadagnare in 10 anni, e ci sentiamo offesi dalle mire di chi del circuire i turisti ha fatto la sua professione. Eccoli in agguato: “Mister, mister…, hello friend! change money? hotel, grass, girls?”, c’è da sentirsi lusingati da tanta accoglienza, resa ancor più pressante dall’arrivo ormai imminente dei primi monsoni, che porteranno via, col sole, gli ultimi turisti.