ROADBOOK – LE STRADE DI PIERO

Un viaggio alla ricerca delle opere di Piero della Francesca lungo uno degli itinerari più suggestivi per i motociclisti. Come andare per strada ed innamorarsi dell'arte.

E’ lungo la valle del fiume Marecchia e attraverso il Passo di via maggio che da tempi antichi Toscana e Romagna si incontra Arezzo con Rimini e in mezzo, adagiato sulla piana teverina, Sansepolcro, dove intorno al 1415 nacque Piero di Benedetto dè Franceschi, noto comunemente come Piero della Francesca. Il padre Benedetto era mercante di pellami e di lane, la madre Romana di Perino era originaria del vicino borgo di Monterchi.

Verucchio, San Leo dall’imponente rocca leontina, pennabilli da dove prese origine la casata dei Malatesta, sono le tappe più rinomate  – ma non uniche per bellezza – del percorso che sale verso il Passo di viamaggio. Stiamo percorrendo la via Aretina, seguendo a ritroso il percorso che Piero dovette intraprendere per raggiungere Rimini. Un percorso costeggiato di paesaggi di cui è impossibile non innamorarsi e che alcuni ricercatori identificano proprio tra quelli che fanno da sfondo ad alcune delle opere di piero della Francesca. Si tratta dei cosiddetti “balconi di piero”, un progetto che, si resti impigliati o meno da questa suggestione poetica, ha lo scopo di ridare luce ai “paesaggi dipinti” che alcuni dei più grandi pittori del Rinascimento scelsero per gli sfondi delle loro opere.

Ma la SS258 – comunemente conosciuta come Marecchiese – è anche uno degli itinerari più amati dai motociclisti tosco-romagnoli, che qui, specie nel fine settimana, vengono a provare e a provarsi lungo spettacolari ed emozionanti curve. Non sfidateli e, questo è il consiglio, continuate col piacevole incedere che attanaglia ogni motoviaggiatore, mentre risale col suo passo valli incantate come queste. Dopo un prologo di misto veloce, sono solo una ventina di chilometri che separano Molino di bascio dal Passo di viamaggio.

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