TRA IL META E L’AURO 

un viaggio lungo il fiume del Rinascimento, dall’Alpe della Luna scendendo verso il mare. Dal bianco dei ciotoli al blu dell’Adriatico 

E’ quasi accecante il bianco dei ciotoli che accompagnano il fiume nella sua corsa verso il blu cangiante del mare. Una corsa iniziata un centinaio di chilometri più a monte, quando attorno a Borgo Pace, ai piedi dell’Alpe della Luna, il torrente Meta e il torrente Auro insieme alle acque uniscono i propri nomi in “Metauro”. E’ da qui che scendendo verso il mare, il fiume assume il verde smeraldo come proprio colore, unico e meraviglioso. Non è solo però per la bellezza del fiume e dei paesaggi che attraversa che oggi ne risaliamo il corso, partendo da qui, dalla sua foce.

Sono tante le tracce che la storia ha lasciato lungo questa via fluviale, da sempre luogo di passaggio di genti ed eserciti che hanno segnato la storia del nostro paese. L’epica “battaglia del Metauro” ad esempio, quando le legioni romane riuscirono ad annientare l’esercito cartaginese di Astrubale, il fratello di Annibale che dall’Africa stava scendendo la pianura italica alla conquista di Roma dopo aver attraversato mezza Europa. Ed è lungo questo fiume che corre la Flaminia, la consolare che attraverso il passo della scheggia collegava Roma e l’Adriatico, via principale tra la capitale e il nord dell’Impero.

Partiamo dunque per questo viaggio dalla foce appena fuori la città di Fano che di quella storia antica mantiene vestigia inaspettate per essere stata centro piceno prima e importante centro romano poi, che deve il proprio nome al Tempio della Fortuna (Fanum Fortunae ) eretto probabilmente proprio dopo la Battaglia del Metauro del 207 a.C. Prima di passare sotto il dominio del Papa ospitò Longobardi e Franchi per arrivare poi, alla fine del XII sec., sotto il dominio dei malatesta.

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