TRA TERRA E MARE – VIAGGIO NEL DELTA DEL PO

Strade drittissime che sembrano non finire mai, attraversano paesaggi fatati, dove il fiume più lungo d’Italia ha segnato la storia ( e la geografia ) degli ultimi 200 anni.

Onde di mare: così venivano chiamati nei documenti notarili del tempo i contratti d’acquisto delle terre che via via emetgevano dal mare a seguito dei lavori idraulici realizzati dalla Serenissima Repubblica di Venezia tra il 1600 e il 1604 sulla foce del fiume Po, meglio conosciuti come il “taglio del Po”. Spaventati dal corso naturale del fiume che, puntando verso nord rischiava di insabbiare la laguna veneta mettendo in pericolo l’essenza stessa della Serenissima, con un canale di sette chilometri modificarono il corso del Po raddrizzandolo.

L’accelerazione della corsa verso il mare, senza più anse o golene entro cui esondare nei momenti di piena, fece si che l’espansione naturale della superficie del Delta triplicasse, mentre la foce, in 200 anni, si è protesa nell’Adriatico per oltre 26 chilometri dall’originaria linea di costa.

Dall’opera degli uomini e dai sedimenti del fiume si è formato il Delta così come oggi lo possiamo conoscere, ammirare e amare, fatto di argini, golene, valli da pesca, lagune e sacche, scanni e campi infiniti dove, come sul mare, lo sguardo si perde. Difese dalle acque di mare e di fiume, queste terre, oggi completamente al di sotto del livello del mare, hanno il potere di estraniarti con la bellezza di un paesaggio unico dove le strade sono così dritte come solo quelle tracciate su un foglio bianco possono essere, capaci di correre tra terra e acqua per chilometri con nient’altro che il cielo come fondale.

Il nostro viaggio alla scoperta del Delta del Po comincia però qualche decina di chilometri prima, all’altezza di casal Borsetti subito dopo Ravenna, quando dalla SS309 “Romea” svoltiamo verso l’interno……….

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