Olanda, in moto tra tulipani e mulini a vento

A pochi chilometri dalla vita caotica e cosmopolita di Amsterdam c’e’ da scoprire l’Olanda “minore” un paradiso fatto di natura, tradizioni e naturalmente di mulini simbolo, non solo esteriore dei “paesi bassi”

SE UN AMICO mi dà un consiglio io, di solito, lo ascolto; e se un amico mi assicura (con cognizione di causa visto che è di queste parti), che Amsterdam è la città meno olandese di tutto il Paese, io, alla faccia dei 1400 chilometri percorsi per arrivare fin qui, imbocco il «ring» che le gira attorno senza degnarla di uno sguardo. Sono alla ricerca di ben altro e ho fortuna, perché solo dopo una manciata di chilometri, non più di una ventina, una serie di paesini così incantevoli e cur-ti, così peculiarmente «olandesi» da apparire fin troppo oleografici, mi attende. Piccole casette in legno dai colori immacolati seguono il corso dei canali, lungo i quali sguazzano anatre ed oche. Davanti ai portoni i bambini giocano sotto lo sguardo di nonne dai lunghi sottanoni scuri. Solo il rigato bianco e blu delle camicette ne ravviva l’aspetto, reso ancor più solenne da candide creste di pizzo inamidate che, come corone di antiche regine, ne ornano il capo. Paesini come Volendam, Marken, Edam si susseguono l’un l’altro segue affacciandosi sull’Ijsselmeer, un pezzo di mare — dal nome così difficile da aggrovigliare la lingua al solo pensarlo — trasformato in la-go cinquant’anni fa dai 35 chilometri di cemento di una poderosa diga, la Afsuitdijk.

Antichi e pesanti zatteroni, che un tempo trasportavano merci ed oggi solo turisti, sono ancorati alle banchine dei piccoli porti o, lontano verso l’orizzonte, in navigazione nella piattezza dell’antico mare senza onde. Vi arrivo col volto più scuro delle nuvole che da qualche ora mi stanno in scia, peggio di Capirossi quando vuol fregare Biaggi prima della staccata in fondo al rettilineo, spruzzandomi di tanto in tanto. Non so se vi siete mai trovati in una situazione simile, ma, se la moto la usate per viaggiare, credo senz’altro. Il viaggio si trasforma in un defilè: togli la tuta, metti la tuta, togli la tuta, metti la tuta, insomma una vera condanna fino a quando, stremati, si decide che sì, in fondo si tratta solo di qualche goccia. Ed è allora che, apriti cielo — e si apre davvero — avreste veramente bisogno della vostra amatissima tuta antiacqua, nascosta laggiù in fondo alla borsa. Ahimè, troppo tardi! L’incontro, proprio alla periferia di Volendam, col mio primo mulino a vento mi risolleva da tanto strazio. ……..Continua a leggere

199501 In Moto – Viaggio 

Olanda da scoprire