La Bretagna

LA BRETAGNA E IL RITMO DELLE MAREE

Anticamente veniva chiamata la terra del mare,infatti le sue onde e le sue maree ne hanno modellato le coste e condizionano ancora oggi la vita degli abitanti.

UN ISOLOTTO di granito nero sbuca dal mare, come la cima di un monte mozzata di netto, e poco importa se, a seconda delle maree, sia un mare d’acqua o di sabbia a circondarlo. Così Mont Saint Michel si presenta al viaggiatore che dopo una lunga strada giunge al suo mistico cospetto. Antichi bastioni cingono i fianchi del monte ed una scalinata, attraversando il villaggio perfettamente conservato, conduce alla sommità, verso l’abbazia. In cima alla guglia più alta, dorata come la statua che sorregge, è la raffigurazione dell’Arcangelo Michele. La tradizione data all’VIII secolo l’apparizione dell’Arcangelo al vescovo d’Avranches, Aubert, che in omaggio al sacro incontro fondò su quello sperduto isolotto un oratorio trasformato poi in abbazia. Mont St. Michel fu così per secoli luogo sacro e inespugnabile fortezza militare al contempo, punto di confine tra i ducati di Normandia e Bretagna. Dal 1877 un lungo ponte lo lega alla terraferma, attraverso il quale ancor oggi si accede, maree permettendo, alla Port du Roi, l’unico suo ingresso.

Il mare è sempre stato un elemento straordinariamente importante per queste terre: ne ha modellato le forme e le coste, condizionato la vita e i costumi, portato fin qui popoli lontani. I Celti chiamarono l’odierna Bretagna Armor, il paese del mare, ed ancora molti sono davvero convinti che i Bretoni «nascano con l’acqua vicino al cuore». proprio come vorrebbe un antico proverbio. Ma prima di oltrepassare il fiume Couesnon, entrare in Bretagna e abbandonarsi al richiamo del viaggio lungo le sue coste, si impone una breve digressione verso l’interno. Verso Dol de Bretagne ad esempio, con la sua cattedrale annoverata tra i gioielli architettonici della regione; o verso Comburg, dal bel castello che si rispecchia sulle acque di un lago, famoso per essere stato dimora di De Guesclin, geniale uomo d’arme che ridusse a un lumicino i possedimenti inglesi in terra di Francia nella seconda metà del ‘300, e di uno dei padri del romanticismo francese: Frangois-René de Chateaubriand; o verso Dinan……Continua a leggere

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