I SOGNI DI LUDWIG

Il giovane e sfortunato re di Baviera ha lasciato nei suoi castelli il segno delle sue fughe nel fantastico

Abbandonata l’ autostrada che da Innsbruck risale  il corso del fiume Inn,  si sale sulla ss  314  verso il Fernpass ai piedi dello Zugspitze,  una  delle  più  affascinanti  cime  delle Alpi austriache. Da sempre questi luoghi sono stati punto di passaggio tra le grandi pianure del centroeuropa e l’Italia. Da qui passava la via Claudia che dalla Roma imperiale portava fino ad Augsburg, l’antica  Augusta Vindelicorum,  e  non si  deve rimanere stupiti nell’incontrare paesi e città che vantano origini romane. Proprio come Füssen,  accoccolata,  subito aldilà della linea  di confine austro-tedesco,  sulla  riva  sinistra  del fiume  Lech,  dove si incrociano  due  dei  più  interessanti  itinerari  bavaresi:  la Romantische Strasse  e la Alpenstrasse, la Via romantica e la Via delle Alpi. Ma non è per questo che mi trovo da queste parti.

Da Fuessen una grigia strada a due corsie scarse, rese ancor più cupe dalla pioggia battente, si inoltra nella foresta d’abeti che degradano dall’alto del tagelsberg. Una stradina romantica, ma senza grande significato, se non fosse per lo spettacolare impatto che dopo pochi chilometri si para innanzi: a destra, tra il verde cupo degli alberi spunta l’ocra scuro del castello di Hohenswangau, dimora un tempo dei gloriosi cavalieri teutonici di Swangau, e subito in alto a sinistra appare, come in un racconto di fiabe, il bianco castello di Neuschwanstein, dalle alte e slanciate torri che si proiettano verso il cielo.

E’ un incontro improvviso, denso di emozione, che mi rimanda ai miei sogno di bambino incantato dal puzle del castello che ora, dopo tanto tempo,  mi è davanti. Solo il ritrovarmi, gomito a gomito, tra centinaia di turisti dagli occhi a mandorla,armati fino ai denti di macchine fotografiche………..

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